Piemonte Incoming - BIELLA

Immergersi nel territorio biellese significa partire alla scoperta di luoghi ricchi di storia e  carattere, ancora capaci di sorprendere con il fascino solitario e ascetico dei luoghi di culto che offrono sensazioni ed emozioni indimenticabili.
Chi sceglie Biella come meta turistica lo fa per innumerevoli motivi: scopriamo insieme quali.
IL TESSILE. L'impronta più nitida del biellese è data dalla fama, legata da sempre alla produzione di filati e tessuti di alta qualità, noti a livello internazionale grazie a nomi come Ermenegildo Zegna, Cerruti 1881, Fila, Loro Piana, Piacenza Cashmere, e molti altri. Questo rende Biella, meta ideale per lo "shopping" di qualità. Grande attrattiva del territorio è senz’altro la rete di oltre 50 outlet aziendali annessi agli stabilimenti o situati lungo la S.S. 230, l’arteria principale che raggiunge Biella da Sud e che offre l’opportunità di acquistare a prezzi di fabbrica.
LA CONVEGNISTICA. Biella possiede un punto di riferimento per l'attività congressuale. "Città Studi" è l' avveneristico Centro Congressi realizzato dall'architetto Gae Aulenti, con un'auditorium in grado di ospitare comodamente sedute 440 persone, sala seminari ed esposizioni. Inusuale ma di grande fascino il Santuario di Oropa, patrimonio dell'UNESCO, offre sale convegni e congressi con una capienza totale di 230 persone ed un'antica biblioteca ideale per riunioni. A completamento, è nato "BiellaAccoglie Convention Bureau" pronto ad fornire tutto quanto serve per ottenere un servizio completo rivolto al pre e post-congress, ed all'incentive.
LA STORIA. Il borgo medioevale del Piazzo unito alla città di Biella da una funicolare dell'800. Gioiello architettonico tardo medievale è il ricetto di Candelo; borgo fortificato tra i meglio conservati d’Europa situato a pochi km da Biella. Una suggestiva scoperta del sistema dei Santuari alpini biellesi, tra cui spicca per importanza Oropa che inoltre ospita gli appartamenti Reali di casa Savoia.
IL VERDE. La Riserva Naturale Speciale Parco Burcina ‘Felice Piacenza’, che si estende su un’intera collina alle porte della città, è un sublime esempio di parco all’inglese e raggiunge il suo massimo splendore intorno alla metà di maggio con la spettacolare fioritura della conca dei rododendri. L’Oasi Zegna, area montana di circa 100 km2, ed in inverno area ideale per la pratica dello sci anche in notturna, si snoda lungo l’omonima strada panoramica ed è interessata da un progetto di valorizzazione naturalistica che invita alla scoperta di scenari mozzafiato su percorsi di varia lunghezza e difficoltà. Terminiamo con il riposante panorama della Serra, la collina morenica più lunga d’Europa; uno splendido tracciato che taglia a mezzacosta la corona alpina e attraversa a circa mille metri d’altitudine l’intera provincia offrendo una splendida balconata sulla pianura.
GLI SPORT. Il golf, con ben 4 campi di cui 2 nove buche, un tre buche, ed adagiato sulla collina morenica della Serra il Golf Club Biella “Le Betulle”, il 18 buche attualmente secondo campo più bello d’Italia e quotato 8° nel ranking Europeo. Gli appassionati di turismo equestre potranno percorrere i circa 200 km di cavalcate attraverso paesaggi di incontaminata bellezza e di notevole suggestione dell’Ippovia Biellese. Altrettanto interessante è l’offerta per il trekking: oltre ad innumerevoli percorsi in montagna esiste un anello di media e bassa quota denominato GTB, Gran Traversata del Biellese che in circa 200 km attraversa l’intera provincia, per la mountain bike c’è un’offerta di circa 250 km. Non dimentichiamo trekking, arrampicata, parapendio, sci nautico e bungee jumping.
A TAVOLA. Qui ogni valle produce formaggi peculiari tra i quali sovrana è la “toma” (protetta dal marchio D.O.P), il “maccagno”, il “tumin” formaggio fresco che prende nomi diversi a seconda che si amalgami con aglio e peperoncino oppure insaporito con olio aceto e spezie o ancora lasciato intero a macerare in olio con abbondante paprica. Bolliti, formaggi freschi e polenta trovano un giusto abbinamento con la “mostarda di mele o d’uva”, denso sciroppo preparato concentrando il succo di frutta cotto per almeno 12 ore. La polenta qui prende il nome di “pulenta cunscia” nella quale viene sciolto abbondante formaggio locale e gustoso burro di cascina; gli stessi ingredienti insaporiscono il riso (di cui il biellese è ricco per produzione e qualità) nel “ris an cagnun”. E come dimenticare una bandiera della cucina Piemontese, la “bagna cauda”, che qui viene personalizzata con l’impiego di olio di noci (prodotto nel Museo Laboratorio di Mortigliengo). Non potrete fare a meno di assaggiare le “paste di meliga”, i “torcetti” o gli artigianali “Canestrej” cialde al cioccolato cotte tra le ganasce di un ferro arroventato (di cui troviamo menzione in un manoscritto del 1805 conservato nella Biblioteca Reale di Torino). I rinomati vini D.O.C. che accompagnano la cucina biellese si chiamano Bramaterra, Lessona, Coste del Sesia, Erbaluce di Caluso e Canavese da acquistare presso le aziende vinicole situate lungo gli itinerari delle Strade del vino o da scoprire visitando le cantine dell’antico castello di Roppolo, suggestiva sede dell’Enoteca Regionale della Serra, con al suo interno 300 tipi di vino ed una selezione di 30.000 bottiglie. Una particolare menzione meritano la birra “Menabrea” più volte premiata quale miglior birra lager nel mondo, ed il “Ratafià” liquore ricavato dalla macerazione alcolica di ciliegie selvatiche secondo una ricetta vecchia di 500 anni.
Il nostro benvenuto nel Biellese si accompagna all’augurio che la sorpresa possa diventare una piacevole consuetudine.



 
 
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